venerdì 19 ottobre 2012
venerdì 14 settembre 2012
Porto Tramatsu - Cagliari 07 07 2012
Nono giorno. Sveglia come ogni mattina alle 4.30, colazione, smontiamo il campo, percorriamo il piccolo tratto di terra battuta e sabbia che ci divide dal mare. La giornata è bellissima. Siamo ormai vicini alla fine del viaggio, mancano poco più di 60 km. a Cagliari, eppure sembra così vicino Porto Torres e l'inizio di questa nostra piccola avventura.
Passiamo Capo Malfatano, Capo Spartivento, il vento di Levante sembra voglia trattenerci "dove andate" sussurra "è già giunto il momento di lasciare la terra di Sardegna". Lascio scorrere la costa sotto i miei occhi e sento già la nostalgia di questi luoghi ancor prima di averli lasciati.
Ci fermiamo sulla spiaggia di Su Giudeu per mangiare qualcosa e prendere un caffè, è sabato e la vicinanza di Cagliari inizia a farsi sentire: ombrelloni sdraio e bagnanti affollano la spiaggia, poco dopo riprendiamo il mare. La costa è bassa e sabbiosa molto urbanizzata, il mare affollato di imbarcazioni. Arriviamo a Porto Columbu verso le 17.00, mancano circa 24 km. a Cagliari, cerchiamo un posto dove poter passare la notte, ma la spiaggia è piccola e troppo vicino alle case. Decidiamo di proseguire dopo aver chiesto informazioni ad un bagnante. Tali informazioni risultano errate in effetti ci sono delle piccole spiagge, ma non sono accessibili dal mare, proseguiamo ad oltranza.
Questo sarà il tratto di mare più brutto di questo viaggio e di tutto il resto delle coste Sarde. Gli impianti della zona industriale di Sarroch ci "catapultano" dalla bellezza delle coste incontrate da Capo Falcone a Capo Spartivento direttamente in uno dei gironi infernali di "dantesca" memoria, il ruggito di questi "mostri" dalla lingue fiammeggianti l'odore di zolfo, le nubi di vapore illuminate dal fuoco delle raffinerie, gli interminabili pontili per le petroliere.....
finalmente lontani dall'inferno di Sarroch troviamo una piccola spiaggia, siamo a circa 10 km. dal porto di Cagliari, passiamo la notte qui, le bianche e grandi spiagge di Piscinas sono soltanto un ricordo lontano.
Sveglia all'alba, è strano vedere il sole sorgere dal mare, per l'ultima volta smontiamo il campo, prepariamo i nostri kayak, il viaggio ormai è vicino alla fine. Percorriamo l'ultimo tratto di mare che ci divide da porto, sbarchiamo nello stesso posto dove nel 2009 abbiamo iniziato il viaggio: Cagliari - Arbatax. Carichiamo i nostri kayak sui carrelli e percorriamo sotto un sole implacabile il tratto di strada che ci divide dalla banchina d'imbarco della Tirrenia, alle 18,30 lasciamo il porto, si torna a casa.
Porto Torres - Cagliari 29/06 - 07/07/2012
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lunedì 20 agosto 2012
Portoscuso - Porto Tramatsu 06 07 2012
Ottavo giorno. Dopo una notte praticamente insonne per il rumore della centrale termoelettrica, del porto commerciale e per finire l'incursione in spiaggia delle "ruspe" in piena notte, alle prime luci del giorno abbiamo lasciato la spiaggia di Portoscuso. La bassa costa sabbiosa ci ha accompagnato fino al tratto di mare che divide l'isola di Sant'Antioco dalla Sardegna, entriamo nella "laguna".
Il mare calmissimo, la mancanza di vento, il fondale bassissimo, le alghe affioranti che cercano di "catturare" le nostre pagaie, l'odore di "salmastro" e il tempo che sembra essersi fermato per l'immobilità e l'invariabilità del paesaggio poi finalmente all'orizzonte inizia ad intravedersi la linea della strada che unisce le due isole, le prime case di S'Antioco i rumori del paese, raggiungiamo il mare aperto ed entriamo nel golfo di Palmas. Decidiamo di tagliare il golfo per poter raggiungere Porto Pino e il suo campeggio nel primo pomeriggio.
Il campeggio è praticamente sulla spiaggia, ma non possiamo portare i nostri kayak vicino alle tende li dobbiamo lasciare all'ingresso probabilmente ad una cinquantina di metri dalla piazzola, Roberto ritiene inaccettabile questa soluzione e decidiamo dopo aver mangiato qualcosa e a lungo discusso di riprendere il mare e superare Capo Teulada. Il poligono militare è chiuso ci sono alcune spiagge dove poterci fermare per la notte.
Nel frattempo il vento ha rinforzato, stimiamo che allargandoci un poco possiamo utilizzare le vele, raggiungiamo e passiamo il capo dopo circa due ore, l'intuizione è stata giusta abbiamo percorso un bel tratto di mare in poco tempo ed abbiamo davanti ancora molte ore di luce possiamo raggiungere Porto Tramatsu.
Capo Teulada
Superato il capo ed entrati nel Golfo di Teulada il vento cala, poi rinforza, gira e ce lo troviamo in faccia con raffiche fortissime, forse dobbiamo cambiare i nostri piani, ci avviciniamo di più alla costa sperando di trovare una zona "ridossata" poi gira di nuovo alle nostre spalle lanciando i nostri kayak verso Porto Tramatsu. Arriviamo al campeggio verso le 19.00.
Porto Tramatsu - Cagliari 07 07 2012..........
lunedì 6 agosto 2012
Spiaggia di Scivu - Portoscuso 05 07 2012
Settimo giorno. Con una certa emozione mi alzo, apro la tenda, fuori il sole non è ancora sorto e la luce della luna rischiara la spiaggia e fa brillare l'acqua. Il tratto di mare che affronteremo oggi è probabilmente il più interessante della costa ovest della Sardegna. Come ogni mattina, ormai in modo quasi "automatico", smontiamo il campo e prepariamo i nostri kayak per la navigazione, una leggera brezza soffia da terra e Roberto sempre alla ricerca del vento "issa" subito la sua vela, ma come ogni mattina e poi più volte al giorno si compie il "miracolo": possiamo "comandare" al vento di smettere di soffiare con il semplice gesto di issare la vela......e si procede a "sola" pagaia.
Dopo qualche chilometro raggiungiamo Capo Pecora, confine sud della Costa Verde ed entriamo nel Sulcis. Ci accoglie il golfo del Leone con i paesi di Portixeddu e il borgo minerario di Buggerru, dopo un lungo tratto di spiaggia la costa diventa ripida e rocciosa interrotta soltanto dalla valle che si apre verso il mare dove sorge Buggerru. Sul chiaro "costone" di roccia camminamenti e gallerie ci riportano al passato minerario di questi luoghi.
Capo Pecora
Buggerru
Raggiunta Cala Domestica ci fermiamo per la colazione, è un luogo di grande bellezza, con una certa "riluttanza" salgo in kayak vorrei poter restare più a lungo, ma la sindrome della fretta che pervade questo viaggio non si "arresta" neanche in questa occasione, riprendiamo la navigazione. Porto Sciusciao, la grotta "delle spigole", la grotta "azzurra", è un susseguirsi di situazioni incredibili e il mio pensiero va all'amico Bruno al suo "occhio da geologo" e al suo amore per la "terra".
Cala Domestica
Poi dietro il capo appare in ombra la sagoma scura del "Pan di Zucchero" e subito dopo un'altro importante sito minerario: Porto Flavia e Masua. Mi lascio alle spalle l'isolotto calcareo del "pan di Zucchero" che illuminato dal sole rivela il "segreto" del suo nome. Ci fermiamo per il pranzo in una spiaggia poco più a sud della tonnara di Gonnesa, menù del giorno: cous cous con pesce.
Porto Flavia
Il Pan di Zucchero
Nel pomeriggio, dopo aver pranzato, riprendiamo la navigazione. Alza il vento "finalmente", la morsa del caldo allenta la sua stretta, ma dobbiamo sostituire il disagio del caldo con la fatica di pagaiare controvento, è una brezza tesa che proviene da sud e ci accompagnerà fino a Portoscuso.
La costa continua a sorprenderci con la sua bellezza. Alle 16.00 circa sbarchiamo nella spiaggia di Portoscuso dove passeremo la notte.
Portoscuso
Portoscuso - Porto Tramatsu 06 07 2012.....
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